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sistema immunitario stress

sistema immunitario stress

L’organismo umano, come gli altri organismi viventi è una “società di cellule”. Si tratta di una comunità dagli ordini di grandezza inconsueti se si pensa che è composta da 50 miliardi di elementi che vivono in corretta omeostasia e al di sotto delle proprie potenzialità. Un sistema di vigilanza, controlla e reprime tutti gli elementi per salvare l’ordine e per tutelare la propria continuità. Se regna il disordine la sopravvivenza viene minacciata. Un tessuto senza legge in guerra contro il resto dell’organismo è considerato un’entità che si sviluppa in una malformazione chiamata geneticamente tumore. Il suo vessillo è la proliferazione selvaggia, la sua unica logica è la mancanza di rispetto verso gli altri tessuti, il suo obiettivo è una sorta di soluzione finale.
Cosa fa l’organismo per difendersene e per difenderci?
I meccanismi che regolano i nostri sistemi di sorveglianza e difesa naturale sono diversi e complessi. Si parte dal sistema immunitario, il tutori dell’ordine al servizio dell’organismo. Esso identifica ed impara a riconoscere gli agenti nemici o comunque gli elementi estranei. In ogni caso mantiene pronta una risposta che è il risultato di un sofisticato apparato difensivo del quale fa parte una rete di cellule diverse ma coalizzate il cui compito è quello di eliminare l’agente perturbante che causa lo scompenso, la malattia ecc.
Le procedure di riconoscimento degli elementi estranei o nemici prevedono l’intervento cerebrale della memoria. Va detto che la memoria immunologica è estremamente selettiva; abitualmente ci si ammala una volta sola di morbillo perché al secondo incontro con il virus entrano in azione particolari anticorpi che tenuti pronti fin dall’epoca della prima infezione vengono attivati liquidando rapidamente i virus prima che possano passare all’offensiva. Questo automatismo non vale per un’altra infezione, questo vuol dire che la risposta è soltanto e sempre specifica.

Il sistema immunitario
In principio c’è sempre un antigene capace di generare una risposta difensiva. Il suo antagonista è l’anticorpo diviso in due categorie: quelli umorali – immunoglobuline o gammaglobuline – e quelli cellulari ovvero i linfociti T. La produzione degli anticorpi è deputata alle cellule staminali (progenitrici) del midollo osseo ed ai macrofagi, cellule vaganti nel sangue che divorano gli elementi estranei in cui s’imbattono. Sempre nel midollo osseo si formano i linfociti: quelli timici T e quelli bursali B, essi vanno a pattugliare aree ben distinte degli organi linfatici periferici, come la milza, i linfonodi, le formazioni linfatiche intestinali, dove avverrà la produzione di anticorpi da parte delle plasmacellule. Nessun intruso, quindi riesce a sfuggire a questa popolazione di cellule sentinella che attraversano il nostro corpo.
I linfociti T si dividono in 4 sottogruppi: i linfociti induttori, che avviano la maturazione dei linfociti dai loro precursori cellulari, i linfociti coadiuvanti (helper), il cui compito è quello di produrre determinati fattori , tra cui l’interleuchina –2 e di attivare i linfociti B, stimolandoli a produrre anticorpi, i linfociti citotossici che, per sollecitazione dei precedenti (gli helper) distruggono le cellule nemiche con il contatto legandosi al bersaglio , i linfociti soppressori (suppressor), infine, che servono a disinnescare la risposta immunitaria al momento opportuno, frenando la maturazione dei linfociti T e B. Esistono poi le cellule linfonoidi assassine (natural killers NK) che attaccano e distruggono elementi cellulari, tumorali, infettati da microrganismi.
Ecco come si comporta il sistema immunitario quando gli agenti infettivi portano il loro attacco. I macrofagi affrontano il nemico, lo inglobano, lo digeriscono, e quindi ne dispongono i frammenti antigenici sulla loro superficie in modo che possono venir riconosciuti dai linfociti T.

Nel sangue circola infatti una ronda costituita da milioni di linfociti T. Questi svolgono una continua azione di pattugliamento, equipaggiati proprio per riconoscere eventuali antigeni. Per procedere al riconoscimento del virus intruso i linfociti si legano ai macrofagi che l’hanno catturato e inglobato. In seguito al contatto vengono attivati, cioè diventano pronti ad entrare in azione . I linfociti coadiuvanti stimolano allora la moltiplicazione sia dei linfociti T citotossici sia dei linfociti B. I primi aggrediscono subito le cellule in cui si riproducono i virus, disperdendo questi ultimi e interrompendo il ciclo di replicazione. I secondi nel frattempo si moltiplicano, quando il loro numero è sufficientemente elevato, producono anticorpi che vengono proiettati in maniera massiccia contro i virus in fase di moltiplicazione. Questi anticorpi una volta raggiunto il bersaglio si attaccano alla superficie delle particelle virali neutralizzandole e impedendo così di infettare altre cellule. Alla eliminazione finale di tutti i virus invasori provvedono poi i linfociti citotossici.

Gli ultimi anni di questo secolo sono testimoni di una rivoluzione senza precedenti in tutto il settore delle scienze biomediche. Le scoperte, incalzanti e multiformi, non riguardano solo gli addetti ai lavori ma vengono trasmesse dai media a un pubblico sempre più attento e avido di notizie riguardanti la salute, vissuta ormai da tutti come un valore senza pari.
Un dato molto significativo che riguarda i fattori a rischio riporta che almeno l’80% delle forme di malattie più o meno gravi i dipende da fattori ambientali ed in gran parte dal cosiddetto stile di vita, cioè dalle abitudini e dal comportamento del singolo individuo, uomo o donna che sia.
Nella stragrande maggioranza dei casi all’origine di numerose patologia ci sono fattori ambientali, cioè estranei all’organismo Sono proprio questi fattori ad agire sui geni. Tutto si gioca sul sottile equilibrio tra le cause ambientali ed il substrato genetico proprio di ogni singola persona.
Spesso i rischi di malattia possono essere ridotti da correzione di rotta dei nostri comportamenti. Tre quarti delle malattie sorgono in seguito a uno stile di vita sbagliato: a un’alimentazione sbilanciata, ad abitudini errate, ad abusi ed indiscriminato uso ed utilizzo del nostro organismo per avere il massimo in termini di performance senza periodi di scarico o di riposo cardioattivo.
Lo sviluppo di tante malattie che spesso insorgono decretando nel tempo preoccupanti sviluppi neoplastici possono venir cancellati da una prevenzione intelligente. Questo però esige un impegno personale che ogni uno di noi deve ribadire ogni giorno nei suoi comportamenti.

Prendendo in considerazione alcuni fatti di segno positivo legati al miglioramento delle tecniche di conservazione degli alimenti, l’equazione più freddo meno conservanti sta dando i suoi frutti che si acquisiscono dalla minore incidenza di patologie a carico dell’apparato gastrico.
E’ caso di sottolineare come il consumo di prodotti insaccati e/o affumicati vari di pari passo con la cancerogenosi chimica, quando l’uso dei conservati come nitriti e nitrati è utilizzato per una componente ottica che evoca fragranza di prodotto fresco. I composti azotati – amine - che si formano dopo la digestione incontrano i conservati ed in simbiosi chimica sviluppano le niotrosamine, a cui vengono attribuite una potenziale azione concerogena, che si teme possa estrinsecarsi nell’apparato digerente favorendo l’insorgenza di mutazioni tissutali. Oggi sappiamo, però che la formazione di nitrosamine può essere sventata prendendo a fine pasto dosi di vit A unita alla vit.C.
Il National Cancer Institute degli Stati Uniti calcola che un’alimentazione mirata riduce drasticamente i rischi di una malattia, oggi la dieta è considerata un’arma vincente nella prevenzione del cancro.
L’effetto protezione dei vegetali è comprovato: fibre, ortaggi, cereali integrali frutta sono l’optimum per una corretta strategia alimentare che ci preserva dai danni cellulari e dai tossici che spesso invadono la nostra alimentazione, il nostro macrocosmo e la nostra “privacy cellulare”. Ma si può fare di più scegliendo alimenti o sostanze che aggiungono anni alla nostra vita.
Il beta-carotene precursore della vit.A contribuisce a prevenire la trasformazione metaplastica delle cellule epiteliali (la metaplasia è uno stadio precoce del passaggio da tessuto precoce a quello neoplastico). La vit E protegge la membrana cellulare dai danni dei radicali liberi.

La vit C unitamente alle sostanze predette e ad altri oligoelementi (selenio zinco ecc.) costituiscono la naturale difesa contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Gli antiossidanti salvaguardano l’integrità delle strutture lipidiche di membrana, che con l’età tendono deteriorarsi in seguito a processi di perossidazione, dando a origine a radicali liberi lesivi per l’endotelio vasale e per le cellule celebrali.
Il magnesio partecipa attivamente a circa 300 reazioni organiche in cui è coinvolto direttamente o in modo secondario. Ogni evento biochimico inerente la neurotrasmissione, la contrattilità muscolare, l’omeostasia dell’osso, ed il metabolismo dei tessuti coinvolti dipende direttamente o indirettamente dalla partecipazione di magnesio. A livello leucocitario, la carenza di magnesio esplica un’azione inibitoria sulla sintesi proteica, deprimendo meccanismi immunitari d’importanza fondamentale, come la sintesi delle immunoglobuline e di fattori proteici antinfettivi quali il lisozoma , la properdina e le granulazioni lisosomiali di fagociti. Nel controllo dei fenomeni immunitari, il magnesio gioca un ruolo extracellulare fondamentale. Il complemento, un complesso di nove proteine plasmatiche, è implicato nei fenomeni immunitari di opsonizzazione e citolisi ed è dipendente dal magnesio per l’aggregazione di alcuni dei suoi componenti. Il magnesio inoltre è un antidepressivo naturale che accresce la resistenza alla fatica.

Ma questo è quanto già conosciamo; oggigiorno la ricerca unita all’evolversi della scienza dell’integrazione hanno fatto passi verso mete futuristiche, impensabili anni fa, immettere sul mercato, dopo dispendiose “fatiche”, supplementi che dal punto di vista salutistico ottimizzano e migliorano la resa atletica ma soprattutto quella cellulare preservandola da agenti tossici e da danni che a lungo termine possono essere incancellabili.

Si teorizza che l’hmb (beta idrossi metilbutirato) può sopprimere la distruzione delle proteine che costituiscono il tessuto muscolare, producendo un effetto anticatabolico.
La glutammina è la madre di tutte le ammine, ovvero un aminoacido che si trova in abbondanza nel nostro organismo con dei ruoli fisiologici ben determinati come quello di formare riserve energetiche muscolari e di rinforzare il sistema immunitario. Il 60% di pool amminoacidico è composto da glutammina, inoltre, è un importante precursore dei neuromediatori cereblali che regolano i processio biochimici neuronali.. Una diminuzione di glutammina nel nostro organismo determina un riduzione della sintesi proteica proporzionale al successivo catabolismo muscolare. In casi di stress, pisico-fisico, febbre, malattie e convalescenze la glutammina e i suoi derivati si riduce drasticamente. La glutammina migliore la concentrazione mentale e l’umore indispensabili per un perfetto funzionamento del sistema nervoso, migliora il metabolismo proteico creando condizioni positive per la sintesi di nuovo tessuto cellulare e non meno importante aumenta l’approviggionamento idrico cellulare contribuendo alla volumizzazione del comparto intracellulare.
Aspargina deriva dall’acido aspartico ed attua la detossificazione del fegato favorendo la funzionalità e l’eliminazione dell’ammoniaca. E’ utilissimo nei periodi di stress psicofisico perché diminuisce il senso di spossatessa.
Il coenzima Q 10: interviene nel trasporto degli elettroni e nella attivazione della “pompa protonia”, processi biochimici della “fosforilazione ossidativa” che si concludono con la sintesi dell’ATP e con la produzione di energia. Aiuta a regolare il flusso d’ossigeno all’interno delle cellule, migliora la produzione energetica mitocondriale aiuta a liberare le cellule dai danni prodotti dai radicali liberi unitamente alla vit E, C, al selenio e allo zinco.
Bioflavonoidi, Licopene; Silimarina (Sibylium marianum), Silibina, Silicristina, Silidianina, Anticianidine, sono altri nutrienti ad azione antiossidante che rendono più efficace l’organismo contro le azioni delle molecole altamente reattive che possono provocare danni alle cellule. Stabilizzano la membrana cellulare con riduzione di permeabilità alle sostanze tossiche
L’acetil L carnitina è un estere acetilato della carnitina levogira che aiuta a ripristinare la produzione energetica aerobica e a metabolizzare gli acidi grassi, inoltre tende a bloccare il catabolismo post workout favorendo la fase di recupero plastico-energetica.


Essa infine agisce come neurotrasmettitore, favorendo la prontezza dei riflessi la coordinazione motoria e la rigenerazione delle fibre nervose, in quanto aumenta il livello di acetile coenzima A indispensabile nella produzione di acetilcolina. L’acetil L carnitina inoltre aumenta gli effetti anticatabolici organici contrastando la produzione di cortisolo ed agendo su un altro neurotrasmettitore la dopamina, positivizza il livello naturale di testosterone.
Condroitin-solfato proteina (CSP): è contenuta nei mucopolisaccardi della cartilagene di squalo. Questa sostanza risulta utilissima come composto immunostimolante e attivante del recupero neuromuscolare. I risultati benefici si evidenziano in una aumento della produzione di lubrificanti connettivali e cartilaginee e nel nutrimento delle cellule delle articolazioni , con contributo positivo all’ossificazione ed alla calcificazione e miglioramento della guarigione delle lesioni e delle infezioni .
L tirosina in forma pura: l’aminoacido assunto da solo prima e dopo l’allenamento agisce sui neurotrsmettitori celebrali elevando la potenza specifica e ristabilendo una condizione psicofisica e mentale favorevole. La tirosina minimizza gli effetti dello stress, la tensione nervosa e diminuisce il senso di stanchezza aumentando il rendimento fisico.
Glutatione è considerato un antiveleno per eccellenza. E’ una dei pilastri di detossificazione e difesa cellulare e quindi del sistema immunitario. Quando il citosol presenta bassi livelli di glutatione (nella forma ridotta) il sistema immunitario si indebolisce diventando labile a qualsiasi agente esterno. Il glutatione attacca ai metaboliti delle sostanze chimiche dando origine a composti conuigati ridotti e privi di effetti nocivi. I tossici vengono successivamente escreti come acidi mercapturici.
Bitartrato di ditetilaminoetanolo: sostanza antiastenica a bassisimo dosaggio che già a dosi di circa 25 mg esplica una azione psicostimolante, aumentando il rendimento intelletuale e l’eccessiva faticabilità fisica.
Fosfolipidi di membrana: fosfatidilcolina, fosfatidilserina, fofatidietanolamina e fofatidilinositolo: sono sostanze biologiche costituenti naturali delle cellule deputate alla funzionalità e fluidità della membrana stessa. Inoltre influenzano positivamente la neurotrasmissione sinaptica , influendo positivamente sulla memoria e migliorando la capacità e la performance delle altre funzioni cognitive. Controbilanciano e prevengono il fisiologico calo di delle capacità di attenzione e concentrazione determinati da stati di eccessivo affaticamento che possono determinare disfunzioni del bilancio energetico del tessuto nervoso.
Paratoda o radice di Pfaffia Paniculata è un tonico eccezionale, non alcaloide, con caratteristiche antiifiammatorie. Lo zinco e il magnesio presenti nella Pfaffia sono gli stimolanti delle difese immunitarie così come il germanio che unitamente al beta- ecdysone svolge ha un ruolo primario nell’ossigenazione tissutale e nel ritardare l’invecchiamento cellulare. Contiene inoltre sitosterolo e sigmasterolo dotati di proprietà anaboliche.
Acido Tiottico è un antiossidante endogeno che svolge un’azione citoprotettiva nei confronti dei radicali liberi. Inoltre controlla il trasporto di creatina nell’ambiente cellulare mantenendo i livelli d’insulina entro valori ottimali. Aiuta ed aumenta il metabolismo del glucosio attivando lo stoccaggio cellulare e non l’indirizzo verso i tessuti lipidici.

Questo breve ma esauriente quadro ci aiuta a capire l’effettiva importanza del sistema immunitario e della sua grossa prerogativa di funzionamento a pieni regimi. “L’integrità dello stesso” amplifica in modo esponenziale le proprie funzioni vitali. L’industria dell’integrazione ha contribuito ad ampliare la conoscenza scientifica di numerosi nutrienti che possono dare l’atleta un vero aiuto nel migliorare la performance sportiva ma soprattutto quella del proprio sistema immunitario, preso in scarsa considerazioni da tempo , ma che oggi riveste un ruolo strategico di vitale importanza nella programmazione tecnica e soprattutto nel benessere organico.

gabriele italianbody staff

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