scarica l'app mobile: Download in Apple Store Download in Google Play
X
Carrello (0)
L'allenamento buffer nel bodybuilding naturale

L'allenamento buffer nel bodybuilding naturale

Allenarsi in buffering è un concetto poco conosciuto e probabilmente sottovalutato. Occorre fare chiarezza una volta per tutte.

Molti concetti e termini del moderno bodybulding sono poco noti ai giovani e ai neofiti palestrati, ad esempio l'allenamento buffer, e quindi è sempre opera buona spiegare le cose, anche per evitare che la disinformazione possa fermare o rallentare i progressi muscolari dei culturisti naturali.

  • cosa significa allenarsi a buffering
  • come strutturare un sistema di allenamento

cosa significa allenarsi a buffering

ed io ho una grossa responsabilità nel web, diciamo che mi compete anche se spesso vado controcorrente in relazione ai vari metodi di allenamento e idee del culturismo moderno. Il termine buffer significa, detto in soldoni ed evitando inutili tecnicismi, avere un certo margine di ripetizioni prima di arrivare al cedimento di qualsiasi tipo. Ad esempio parliamo di buffer 3, per indicare un margine di 3 ripetizioni dal cedimento muscolare. Ovvio che il concetto non è perfetto, e bisogna basarsi molto sulla esperienza, cioè sapere per ogni esercizio e in relazione al peso usato, che in genere va dal 70 al 85 per cento del massimale teorico, quante massime ripetizioni sono possibili. Questo implica che almeno una volta bisogna provare ad arrivare al cedimento, ovviamente con l'ausilio di uno spotter esperto, specie se fate esercizi come squat e panca piana con bilanciere.

Ma di fatto a cosa serve sapere queste cose e cosa significa allenarsi con il buffering nel contesto di una scheda di allenamento, e soprattutto serve davvero ai fini dello sviluppo della massa muscolare e forza? Voglio dirvi una cosa. Da sempre, per puro istinto, e non perchè avevo conoscenza di certe strategie di allenamento che ai miei tempi nemmeno se ne parlava e non c'era internet, io mi allenavo in buffering ed evitavo quasi come la peste di arrivare al cedimento.Sentivo che non era necessario, mi tenevo sempre quelle due o tre reps di margine nelle serie. Preferivo allenare i muscoli con un volume di lavoro specifico e magari da aumentare nel tempo, ed evitavo lavori di alta intensità molto duri e altamente catabolici che in un bodybuilder naturale fanno più male che bene, e invece di fare passi in avanti, li fanno fare indietro o bene che vada in totale stallo.

come strutturare un sistema di allenamento

E nel tempo queste strategie mi hanno dato ragione, e sono state le fondamenta della mia famosateoria del conto in banca. I concetti di allenamento di weider, seppure depurati dal doping che usavano i campioni della sua vetrina (arnold in primis), erano i più vicini al mio istinto di allenamento e producevano i migliori risultati, a patto però che il riposo fra le sedute fosse sufficiente, ed anche l'associazione dei gruppi muscolari doveva avere una logica. Un esempio è la follia di allenare le gambe con altri gruppi muscolari del busto.

Non è semplicemente possibile allenare le gambe in maniera efficace se ho prima allenato le spalle, e ho già consumato,depauperato importanti riserve di glicogeno e adrenalina. E per simmetria vale anche l'inverso. Allora un allenamento buffer serve davvero ? La risposta è si, ma bisogna avere eperienza, una piano strategico di base, e considerare che a seconda delle condizioni fisiche e mentali, non tutte le volte avrete la stessa percentuale di buffer, ma potrebbe variare di una o due reps. Il mio sistema di allenamento, fra le molte strategie incluse, contiene ovviamente anche il concetto di mantenere un certo margine di ripetizioni al'interno delle serie, e questo anche a seconda delle stagioni e livello fisico-prestazionale. Vi aspetto!

Generic 2

Potrebbe interessarti