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this is it  recensione

this is it recensione

Io ho visto this is it.. ..si..ho visto l'apoteosi..e mai ho avuto sensazioni piu' grandi.. ho trovato in questa recensione quello che davvero ho provato..eccola..! Scritto il 29 ottobre 2009 @ 12:17 da Silvia Saba in Film 2009, Recensioni

This Is It Poster italiano

Chi sentiva il bisogno di questo film? Questa è la prima domanda che mi pongo quando vedo un film, e troppo spesso la mia risposta che mi do è: nessuno. Questa volta no. Questa volta è diverso: alla domanda “Chi sentiva il bisogno di questo film”, oggi posso rispondere: Io, ma ancora non lo sapevo. Sono entrata in sala con dubbi e paura, che qualcuno rovinasse qualcosa, che film mi deludesse o semplicemente risultasse, alla luce degli eventi,  melenso. La realtà non è questa. La realtà di quando si abbassano le luci è che vieni rapito; si, rapito. Rapito dal combinato disposto di musica, immagine  e movimento. Non c’è cosa che ami di più se non vedere il perfetto sync tra queste arti. E, qui, è così: semplicemente perfetto. Le immagini scorrono, la musica pulsa e si respira ritmo ovunque . Ogni gesto, ogni mossa, ogni mano vibra al bit giusto. E tu senti di stare là, ti dimentichi che fuori c’è un mondo e l’unica cosa che vorresti è riuscire a mantenere quella sensazione più a lungo possibile. E non appena la camera inquadra quei mocassini neri, con le calze bianche – unico uomo a cui sia mai stato concesso di indossare calzini bianchi! – capisci che quello che ti sta regalando il film è una parte della tua vita. Te la ridà indietro, come se il tempo si fosse fermato. Le emozioni ti avvolgono, ti trascinano e si passa dalla voglia immensa di ballare, di sentirsi parte di quel gruppo, ai brividi che si provano ascoltando al sua voce fragile, che è poesia per le tue orecchie. Guardando al team che lo circonda si percepiscono sentimenti quali timore e allo stesso tempo devozione, ma soprattutto la paura nel parlare a Michael. Una paura superiore a quella che una madre ha nei confronti di un neonato. La paura di urtare la sensibilità di un persona più fragile del cristallo,di un bambino puro. E non a caso la scena che ricordo con più pathos è proprio quella in cui, sulle note di Human Nature,  la bambina sta per essere schiacciata dalla ruspa. Bambina che, in montaggio strepitoso, si fonde in lui; diventa lui. E i ballerini, che dire di loro, e delle coreografie. Sono davvero, come dicono all’inizio del film, emanazioni di Michael. Grandissimi, bravissimi. E lui è il Re, il regista del tutto, perche… “MJ non lo freghi”. Sa quello che vuole e sa come ottenerlo. Gli è sufficiente socchiudere la bocca e  sussurrare due frasi che tutti ascoltano, come se fosse la parola del Messia. Il tutto è montato con un tempismo, nel passare dalle scene delle prove a quelle che sarebbero dovute essere lo spettacolo, a dir poco disarmante. Questo film è energia pura. Questo film è Michael, nella sua essenza più profonda.
i love Michael...

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